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Perché un bambino non riesce a fare i compiti solo? (Spoiler: non è pigrizia!)

Entrate in casa, posate le chiavi e l’aria è già pesante. Sul tavolo della cucina c’è un diario aperto, un astuccio ribaltato e un clima da “resa dei conti”. Se la frase “Mio figlio ci mette ore a fare due pagine di storia” è diventata il mantra dei vostri pomeriggi, respirate profondamente. Siete nel posto giusto.

Qui a tiformiamonoi, nel nostro Ohana center a Trapani, vediamo questa scena ogni giorno. E sapete cosa vi diciamo da professori, ma soprattutto da educatori? La pigrizia non c’entra quasi mai.

Dietro quel “Non ci riesco!” o quel continuo alzarsi dalla sedia per bere, temperare la matita o guardare il soffitto, si nasconde molto di più. Cerchiamo di capire insieme cosa succede nella testa dei nostri ragazzi e come possiamo aiutarli, senza trasformare il salotto in un campo di battaglia.

📖 Indice dell’Articolo

  1. L’ostacolo invisibile: la differenza tra “saper fare” e “saper organizzare”
  2. Il fattore emotivo: quando l’ansia blocca la mente
  3. 3 consigli pratici dell’animatore per sbloccare il pomeriggio
  4. Una Community dove crescere insieme

L’ostacolo invisibile: la differenza tra “saper fare” e “saper organizzare”

Molti genitori pensano: “Mio figlio è intelligente, perché non riesce a fare i compiti da solo?” La risposta sta in una parolina magica: autonomia.

Il passaggio dalle elementari alle medie è un vero e proprio salto mortale. Di colpo cambiano i professori, aumentano le materie e i compiti non sono più per l’indomani, ma vanno pianificati sul lungo periodo. Un bambino può essere bravissimo in italiano, ma andare completamente in blocco se deve gestire tre materie diverse nello stesso pomeriggio.

Finché non acquisiscono un solido metodo di studio per le scuole medie, i ragazzi vedono i compiti come una montagna insormontabile. E qual è la reazione naturale di un essere umano davanti a una montagna troppo alta? Esatto, la procrastinazione o la fuga.

Il fattore emotivo: quando l’ansia blocca la mente

Come esperti di emotività, vi invitiamo a fare un piccolo esperimento mentale. Ricordate l’ultima volta che avete dovuto fare un compito al lavoro per cui vi sentivate insicuri o giudicati? Probabilmente vi siete controllati il telefono venti volte. Per i bambini è lo stesso.

Se un ragazzo ha accumulato piccole lacune o soffre di ansia scolastica come affrontarla diventa il problema principale. Il timore di sbagliare, di prendere un brutto voto o di deludere le aspettative blocca letteralmente i circuiti dell’apprendimento.

Ecco perché il supporto emotivo studenti scuola è importante tanto quanto la spiegazione delle frazioni o dell’analisi logica. Un bambino rassicurato, che sa di poter sbagliare senza essere giudicato, impara il doppio delle cose e nella metà del tempo.

3 consigli pratici dell’animatore per sbloccare il pomeriggio

Va bene la teoria, ma all’atto pratico come facciamo? Ecco tre trucchi da “animatori dello studio” per alleggerire il carico e ritrovare il sorriso:

  • La tecnica dei micro-obiettivi: Non ditegli “Oggi dobbiamo fare matematica, storia e scienze”. È spaventoso! Dividete il lavoro in piccoli step. Spostiamo l’attenzione sul “Adesso facciamo solo questi 3 esercizi, poi facciamo merenda”. Ogni piccolo passo è una vittoria da festeggiare!
  • Il gioco del professore: Vostro figlio non vuole ripetere la lezione di geografia? Chiedetegli di spiegarvela come se foste voi gli alunni (facendo finta di non sapere nulla). Spostare il focus dal “dover essere interrogato” al “dover insegnare” attiva la mente in modo divertente.
  • Routine visiva, non stressante: Create un cartellone colorato con i giorni della settimana e le ore. Sapere che dalle 15:30 alle 18:30 ci si dedica allo studio (proprio come facciamo noi qui in via Anchise) aiuta a creare un’abitudine visiva e mentale, eliminando le contrattazioni quotidiane.

Una Community dove crescere insieme

Se vedete che la situazione vi sta sfuggendo di mano e che il momento dei compiti sta rovinando il rapporto con i vostri figli, ricordatevi che chiedere aiuto è un atto di grande amore, non una sconfitta.

Nel nostro doposcuola comunitario a Trapani lavoriamo proprio su questo: creiamo un ambiente stimolante dove i ragazzi studiano insieme, condividono paure e successi, e scoprono che nessuno viene lasciato indietro. Perché, in fondo, l‘Ohana center è proprio questo: una grande famiglia dove si impara a volare con le proprie ali e non a farsi schiacciare come Atlante.

💬 Ora tocca a te!

Qual è l’ostacolo più grande che incontri nel pomeriggio con tuo figlio? La concentrazione, l’organizzazione o le materie specifiche? Raccontamelo nei commenti, troviamo una soluzione insieme!

Vuoi un pomeriggio sereno per tuo figlio?

Prova il nostro doposcuola — la prima lezione è gratuita.

tiformiamonoi.it di Alessandro Barone
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